Incubi, cromosomi, macchine rosse

Il Palazzo delle Esposizioni di Roma non è la cornice più weird che si possa sognare, lo so, ma è il caso di passarci sopra perchè tra il 18 novembre e il 21 dicembre 2008 ospiterà la rassegna/evento “Incubi”.
I cultoni espressionisti degli anni venti saranno risonorizzati live, mentre altre vecchie fiamme, tipo il Mulino delle Donne di Pietra e L’Orribile Segreto del Dr. Hichcock, si potranno semplicemente rivedere come mamma le ha fatte in una sala piccola ma vera.

Attualmente invece è in corso una rassegna su Cronenberg, contestualmente alla sua Chromosomes, che ha aperto da una decina di giorni.
Sabato sono passata a vedere Scanners – sorprendendomi irragionevolmente della sua ovvia vetustà – e la mostra, che detto fra noi non è nulla di veramente indispensabile. Imperciocché con lo stesso biglietto si accede anche a Bill Viola (e alla monumentale mostra sugli Etruschi, il tipo di roba per cui confesso di non sbavare) la consiglio grandemente in ogni caso.

Il corpo portante dell’esposizione è costituito da una cinquantina di fotogrammi estratti dal corso narrativo dei singoli film e stampati su tela che si ricompongono per settori tematici, ricostruendo le trequattro ben note ossessioni del nostro eroe, e fanno da trivia per i fanatici accorsi in (parva) copia.
Una terza aula è occupata dall’installazione dedicata a Red Cars, di cui pure si fa scempio e ri assemblaggio. Superata la sensazione di muoversi all’interno di un surrogato cheap per chi non ha investito nel costoso tomo (di cui restano invendute, a giudicare dal sito della Volumina, un bel po’ di copie), si riconosce una misteriosa attrattiva a questo mosaico di memorabilia che fluttua fra scoperte ispirazioni pop, dettagli feticistici di lamiere rosso ferrari e angoli di grafica pura (oggettivamente un po’ strani in un contesto espositivo di questo tipo).

Più che una vera opinione questa è un’impressione – l’impressione, diciamolo, di una che non ha potuto svolazzare a Parigi per posarsi su The Fly – L’Opera – ma mi pare che nei suoi impegni lontano dalla macchina da presa Cronenberg finisca sempre per riflettere non tanto sulla propria produzione di cineasta quanto sulla propria collocazione come autore in un contesto culturale più vasto, oltrecinematografico.
Almeno Chromosomes rivela la sua concentrazione sulla relazione tra se stesso e una scena artistica che dalla seconda metà del novecento in avanti ha esplorato i temi a lui cari anche più spesso del cinema, e che non a caso lo ha fatto all’interno della sua appendice più popolare, la più frequentata, credo, da un pubblico relativamente esteso e non necessariamente erudito in materia di arte contemporanea.

Mi viene in mente una mostra enorme al Macro di Testaccio che l’estate scorsa antologizzava buona parte dei guru del corpo. Ovviamente c’erano un sacco di classiconi (della serie Acconci, G. Pane, R. Schwarzkogler, Chris Burden, azionisti assortiti etc), fotografi glam tipo C. Sherman, Olaf o L. Clark e zero pittura (o forse solo la Saville, non mi ricordo), ma anche molta roba indisciplinata e liminale rispetto al discrimine tra il linguaggio dell’operazione cinematografica (o pseudotale) e quello della videoarte, per esempio le superstar Bruce La Bruce (non video però se ben ricordo) e M. Barney. C’erano perfino Brakhage e Kenneth Anger nonchè un vero e proprio corto splatter teutonico espunto dall’installazione di cui faceva originariamente parte, ultranarrativo, comunque autosufficiente e assai colorato, la cui paternità al momentaccio mi sfugge perchè c’ho anche un’età (semmai poi cerco in rete ed edito).
A quel punto – complice la trance maso-mistica indotta dalla ferale combinazione Fireworks in loop + no seggiolina + tacchi alti – la mancanza di un pensierino per D. Cronenberg, vagamente, ricordo di averla avvertita.
Ecco: mi sa che l’ha avvertita pure lui. Un po’ meno vagamente, si vede.

Baciamo le mani: Le immagini sono dettaglio di quelle scaricabili dal sito di Red Cars che, provvedendo encomiabile soccorso a chi brama il download, recupera i punti persi per abuso di flash.

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One Comment

  1. Posted December 22, 2011 at 8:48 AM | Permalink

    Ho appena letto questo articolo veramente bello. Anch’io, il Salone a Roma … mi piacerebbe visitare, ma il problema per me è derrange lol denaro. Grazie per aver condiviso questo nuovo

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