ovvero QUANDO DIO TIRO’ LO SCIAQUONE DEL CESSO (di Gregg Bishop, 2008)
Chi l’ha detto che non si può fare un film “originale” usando trame viste e riviste, situazioni ultra sfruttate ed addobbando ogni fotogramma di pellicola con citazioni anche banali?
Beh, Gregg Bishop (regista) e Joe Ballarini (sceneggiatore) hanno dimostrato con “Dance of the Dead” che questo paradosso è realizzabile.
Nonostante sia assodato che l’era dei morti viventi sia iniziata da un pezzo e che il Teen-zombie ormai sia diventato (quasi) un genere cinematografico, la visione di questo film lascia qualcosa in più di un semplice piacevole ricordo.
Causa radiazioni i morti di un cimitero tornano in vita affamati, a prenderli a calci in culo un gruppo di adolescenti alle prese con il grande ballo di fine anno.
Come dicevo…nulla di nuovo, anzi da questa brevissima sinossi, mi vengono in mente almeno una decina di film…tuttavia DOTD merita.
L’aspetto tecnico è notevole considerato il budget bassissimo, il cast sconosciuto, il poco esperto regista e lo shot in digitale. La fotografia regge sia in interno che in esterno e il ritmo è davvero elevatissimo anche nei momenti di pausa. La recitazione dei ragazzi è davvero di altissimo livello e consolida, in maniera non indifferente, il lavoro di Bishop. La sceneggiatura disegna un’omogenea fricassea di personalità eterogenee. Individualità forti, interessanti e soprattutto protagoniste.
Forse è proprio questo il pregio principale del film. Alcune trovate sono davvero azzeccate, come la fuoriuscita degli zombi dai loro loculi, l’apprezzamento dei suddetti per la musica rock (punk per l’esattezza), l’amore antropofago tra due zombi e l’anomala quantità di superstiti pronti a combattere senza paura.
Il clima è piuttosto leggero e ironico ma sempre misurato, in modo da non sfociare mai in farsa o parodia. Davvero un buon film (aveva ragione Deep) dal gusto e dall’aspetto molto anni ’80 (il che non è male). Consigliato vivamente a tutti…ma se amate le citazioni è una vera goduria…







