La situazione delle mie chiavi di ricerca può peggiorare e sono pronta a dimostrarlo
Tentacle Swallowing Ecstasy è un porno giapponese che fonde i sottogeneri tentacle rape e vore, mettendo in scena il colpo di fulmine tra la star del settore Maria Ozawa e un improbabile mostro gommoso, inaspettatamente comparso in una stanza di ospedale durante il turno di notte della nostra eroina.
Il suddetto mostro, animato abbastanza approssimativamente da ricordare ai cultori del so bad it’s good la piovra avvinta al povero Lugosi in Bride of the Monster, è una divertente ibridazione tra l’alieno di Possession (A. Zulawski, 1981) e la pianta carnivora de La piccola bottega degli orrori (F. Oz, 1987). L’essere di Tentacle Swallowing Ecstasy riflette appunto gli appetiti di entrambe le creature, offrendo alla signora Ozawa il tipo di esperienza con cui la piovra di Rambaldi deve aver sedotto a suo tempo la fulgida e nevrotica Isabelle Adjani, per poi inghiottirla come avrebbe fatto l’ingorda Audrey, il tutto in uno strano clima di appiccicoso romanticismo.
Il film soffre molto della durata eccessiva e di una ripetitività petulante che probabilmente risponde alle esigenze commerciali del genere, ma resta nettamente superiore a tutti i porno recenti che mi è capitato di vedere per inventiva, realizzazione, spunti comici e precisione dell’immaginario porco di riferimento.
Per recensire Tentacle Swallowing Ecstasy non posso usare in buona fede quelle espressioni cui si ricorre per tradizione quando ci si imbatte di qualcosa di piccolo, strano e con i sottotitoli (“capolavoro povero”, “gioiellino misconosciuto”, “cult”, e chi più ne ha più ne metta). Tuttavia mi ha colpita parecchio perché oppone un testo divertente e ossessivo ai due problemi principali che fanno del porno mainstream una roba fondamentalmente impotabile per chiunque non sia particolarmente interessato ai coiti in dettaglio: la mancanza di un assetto estetico, magari non pretenzioso ma almeno minimamente sensibile, e l’assenza di un vero discorso sul sesso, sorprendente eppure ostinatissima nell’unico filone che trova nella sessualità il proprio esclusivo oggetto di indagine.
Poi per carità, magari questa piccola storia di tentacoli e liquami non è niente di così speciale e sono semplicemente capitata male io con le precedenti esperienze nel VM18, ma nel dubbio mi faccio comunque un dovere di segnalarlo agli amici.







