Dead and Buried

Dead and Buried di Gary Sherman, 1981

Già da un po’ di tempo avevo messo gli occhi su questa piccola e atipica zombata degli anni ’80, ma qualcosa di più “sicuro” l’ha sempre fatta precipitare alle ultime posizioni della whist list. Ieri ho trovato una sua poverissima edizione italiana nel tipico cassone “film che vendiamo a 4,99 perché tanto sappiamo che 5 non ce li date” e mi sono decisa all’acquisto. Non sono pentita per niente.

Trama: lo sceriffo Gillis ha deciso di spendere la sua laurea in criminologia a Potters Bluff, una sperduta e fin troppo tranquilla cittadina costiera. Un brutto giorno, la sua routine viene interrotta da una misteriosa serie di omicidi violenti e apparentemente insolubili, complicati dal fatto che i cadaveri delle vittime tendono a sparire. Durante le indagini, condotte con l’aiuto del locale impresario di pompe funebri, lo sceriffo scoprirà che i corpi tornano in vita.

Girato nel 1981 da Gary Sherman, uno degli eredi della saga di Poltergeist, Dead and Buried si bulla in locandina del suo nome più importante: quello del compianto O’Bannon, firmatario della sceneggiatura con lo storico socio Shusett.
Ben lontano dal resistere alla prova del tempo, il film conferma in fretta la sua sospettabile appartenenza alla serie B con una prevedibile sfilata di cliché del genere e soprattutto con la lunga, a un certo punto decisamente pretestuosa, serie di delitti che separa lo spettatore dalla conclusione delle indagini senza curarsi di attribuire un senso narrativo a ogni morte.

Si stratta di un lavoro con limiti precisi, insomma, ma anche schietto e privo di pretese, comunque in grado di emergere per un pessimismo curiosamente marcato e per l’originale gestione del tema zombesco. L’ultimo tratto appare particolarmente meritorio quando raffrontato alla data di edizione – immediatamente successiva all’esplosione di Zombi – e alle modeste dimensioni produttive, teoricamente vulnerabili alle seduzioni della clonazione.

Non ho indagato troppo prima di scrivere il post, ma non mi pare ci sia molta roba, tra la reinterpretazione romeriana e lo splendido film di Wes Craven dell’88, che si prenda la briga di ricostruire un nesso esplicito tra i morti viventi e gli incantesimi di asservimento del voodoo. Dead and Buried si lancia precocemente nell’impresa, rinunciando alle ambientazioni esotiche per innestare la suggestione sul tipico scenario provinciale, dunque sull’altrettanto classica idea del marciume nascosto oltre l’involucro della normalità.
Le ossessioni terrificanti di base comprendono: la libertà come illusione, la demistificazione del mito della vita semplice oltre i confini del caos urbano e, soprattutto, il timore che i vicini non siano quello sembrano, del tutto pertinente alla longeva paranoia americana degli ultracorpi.
Fra i pregi del film va citata un’ambientazione suggestiva, che non si adagia nel proporre il rapporto tra la cittadina di Potters Bluff (nomen omen) e il suo orribile segreto nei termini dell’ossimoro tra superficie ridente e corruzione viscerale. Quella di Sherman è una provincia lugubre, ritratta alla luce impietosa dell’inverno e punteggiata dai segni della fatiscenza e dalle stimmate di un’economia stagnante. Molto piacevole anche la presenza delle macchine fotografiche e delle cineprese come strumenti stregoneschi per il ratto dell’anima. L’idea – oltre alle solite storie sull’occhio, sempre gradite al palato dell’horrorofilo – suggerisce l’introduzione di un ingrediente occidentale nei riti magici del villain di turno, altrimenti vagamente rimandati al suo apprendistato presso un non meglio determinato “stregone peruviano (!)”.

In conclusione è un film che ho apprezzato e che consiglio, anche se immagino che potrebbe interessare soprattutto ai completisti dell’area zombi e derivati.
Sospetto che il DVD che ho pescato abbia invaso (o stia per invadere) i cassoni dei supermercati su scala nazionale. Se potessi tornare indietro con una diversa consapevolezza della godibilità del prodotto, prenderei l’edizione inglese così da avere anche gli extra per pochissimi euro di differenza. Ormai è andata così, pazienza.

GORE GORE NOTES

Di solito – anche se per fretta o per pura e semplice inutilità, non per malafede – non ho lo scrupolo di citare le fonti per le immagini a commento dei post. Questa volta ne approfitto per segnalare un sito che mi piace moltissimo, Wrong Side of the Art, e la sua pregevole collezione di locandine.

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11 Comments

  1. Posted March 30, 2010 at 11:29 PM | Permalink

    Ci sono molto affezionato, anche per motivi di pura nostalgia: mi ricorda quando, tra amici, si andava a caccia di VHS tra i polverosi scaffali delle videoteche.
    Il mitico Lustig (Blu Underground) ne ha fatto una bella edizione a doppio disco anni fa (limited edition, dice lui, ma ancora su amazon te la tirano dietro)
    E da poco lo ha rieditato in blu-ray !

  2. Posted April 1, 2010 at 10:09 AM | Permalink

    Quel sito è ottimissimo…quanti spunti interessanti per le mie creazioni… Buried è nella mia lista ma chissà quando lo vedrò…a proposito di preferire le edizioni straniere a quelle italiane volevo dire una cosa.
    Ho da poco scoperto (a causa della distrazione sul mercato locale a favore degli import) che in Italia sono uscite cose davvero pregevoli…per cui mi sono catapultato a vedere sui vari siti di vendita di dvd…chessò è uscito in italiano Beyond Reanimator e Thrauma di Martucci e tanta altra bella roba… ma i prezzi sono allucinanti. Una media di 10/15 euro a capoccia più almeno altri 10 per le spese di spedizione…cioè per prendere 5 film in italiano devo spendere qualcosa come 60/70euri se mi vabene…e magari avere un’edizione doppiata dai ragazzini dell’oratorio sotto casa del distributore… l’ultimo ordine “grosso” fatto su play è stato di 74euri e mi sono arrivati 10 dvd…ma ho voluto esagerare perchè ho preso roba appena uscita e edizioni speciali…bha…è storia vecchia. Aspetto la prossima fiera di natale dove ho trovato a 2 euro film che sui vari siti italiani vendono a 15…Meglio avere una buona edizione in inglese (magari con sub eng) che una italiana poco curata e doppiata indegnamente…risparmiando anche parecchio. Comunque anche se Beyond io l’ho preso 2 anni fa import dalla thailandia a 5 euri, se lo trovo in giro me lo prendo…Her West è sempre Her west….

  3. Posted April 1, 2010 at 11:34 AM | Permalink

    Non conosco il film, ma cercherò di rimediare. Intanto, grazie al sito linkato, son venuto a conoscenza di Black Devil Doll, che dev’essere una puttanata imperdibile.

  4. Posted April 2, 2010 at 11:34 AM | Permalink

    il filone della blax quando ha incontrato l’horror ha prodotto ciofeche inarrivabili come Abby, ma anche peggio..Blacula e Blackenstein sono culto puro, e Black Devil Doll è veramente imperdibile…poi però è riuscito a mostrare anche cose un po’ più serie come Ganja & Hess.
    A proposito, il film di Sherman è un must.

    Mauro F. Giorgio

  5. Posted April 2, 2010 at 12:18 PM | Permalink

    Comunque, il DVD italiano di “Morti e sepolti” ha qualcosa come 3′ 40″ in meno di quello USA. Son curioso di scoprire cosa manca…

  6. Posted April 2, 2010 at 1:02 PM | Permalink

    In realtà ho scoperto che oggi non sono molto furbo:
    il DVD americano è in NTSC (93′ 53″) mentre quello italiano è in PAL (90′ 08″) quindi quest’ultimo dura esattamente il 4% in meno del primo.
    Il film c’è tutto e sempre sia lodato il cestone delle offerte :)

  7. Posted April 2, 2010 at 9:45 PM | Permalink

    @Lost
    Mamma, le VHS… era veramente un altro mondo.
    Era un epoca in cui vedere certi film dipendeva dalla fortuna e dalle risorse economiche, per così dire, non dalla voglia di informarsi. Anche a me quel tempo ispira un po’ di nostalgia, per ragioni sentimentali, ma devo dire che razionalmente sono molto contenta che sia finito

    Sempre sia lodato il cestone, nostro protettore! (e grazie della delucidazione sulle durate, che io proprio ignoravo!)

    @Demon
    Sono cifre pazzesche infatti… il bello del bello è che a 10-15 euro ti compri dvd pauperistici che prima del menù ti fanno pure la predica sul fatto che “la pirateria è un furto”. Meglio di un pappone che imbruttisce a san Francesco sugli orrori dell’avidità.

    @Deep e Mauro
    Black Devil Doll non lo conosco, mentre mi piacerebbe moltissimo vedere Ganja & Hess da quando ne ho letto sul saggio di Curti dell’anno scorso. Lo sto cercando, tanto per restare in tema, a prezzi popolari.

  8. Posted April 11, 2010 at 7:32 PM | Permalink

    Uh sì sì, “Il serpente e l’arcobaleno”! Mi ricordo di averlo visto in sala, quando è uscito, nel lontano 1989. All’epoca mi stavo laureando (ammazza quanto ero giovane!) e mi ricordo ancora che mi colpì positivamente. Questo “Dead and Buried” l’avevo da tempo addocchiato anch’io, ma lasciato lì a decantare nel magazzino-soffitta-della nonna del mio preconscio. Grazie per avermelo ricordato.:)

  9. Posted April 12, 2010 at 8:38 PM | Permalink

    Un film meraviglioso quello di Craven! Mi mette un po’ di tristezza pensare che tu lo hai visto al cinema e che se uscisse adesso probabilmente toccherebbe comprarselo su Amazon. Ma forse sono pessimista io :)

  10. louis vuitton
    Posted June 9, 2010 at 3:45 PM | Permalink

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    Louis Vuitton

    louis vuitton

    - – -
    Spam editato per cancellare i link. Non potevo tuttavia cancellare un commento firmato Louis Vuitton, capitemi: sono l’unica donna italiana che non possiede una Speedy (aka la borsa più sopravvalutata del secolo) e dovevo cogliere l’occasione per vantarmene.

  11. Andromeda
    Posted June 12, 2010 at 12:08 PM | Permalink

    A me è piaciuto, per molteplici fattori. Sia per l’incipit, con quell’inizio davvero fuorviante, passando per quell’atmosfera misteriosa costituente il raggio d’azione di personaggi ambigui, tutti inquietanti, con particolare cura per i principali. Pellicola molto poco anni ’80, che prende le mosse anche dalla intrinseca spensieratezza che caratterizzò parecchie produzioni americane di quelle decade (Vamp, Night Of The Demon la serie, Non aprite quel cancello e via dicendo).

    p.s: ciao Agony, scusa l’assenza, ma non sono solito postare sui blog solo per ricambiare.
    Scrivo solo quando ne ho voglia. Diciamo che ero in un periodo poco ‘volitivo’. :-)

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