La Horde

La Horde di Yannick Dahan e Benjamin Rocher, 2009

Lunedì sera la qui presente anziana signora, pur provata nel corpo e nello spirito da un paio di nottatacce insonni, cena con due RedBull e resiste a Morfeo per andare a vedere La Horde al Fantafestival.
Alle undici meno un quarto parte il film. Inizia con un funerale di francesi. Un tipo ben piazzato con le basette e i RayBan a goccia si avvicina alla vedova e le bisbiglia una frase in francese. Lei lo fissa intensamente e, secondo i sottotitoli italiani, gli risponde qualcosa del tipo: “Abbruttamignotta, lo so che te lo scopavi!”.
Non è un innesto almodovariano, è che i sottotitoli non funzionano.
Uno degli organizzatori della manifestazione attraversa la sala e sfama il popolo, bramoso di spiegazioni : “I sottotitoli sono gli stessi di Venezia, abbiate pazienza, ora ci riproviamo.”

Io e i miei degni sodali non abbiamo più l’età per cominciare un film francese a queste ore antelucane, perciò a mezzanotte e mezza passata ci facciamo una ragione della mancata razione di mozzichi e grugniti e ci riuniamo in consiglio al pub. La commissione decide di usare i biglietti, rimborsati dall’organizzazione, per andare a vedere  The House of Flesh Mannequins il giorno dopo, ma il morale è bassissimo. Si innescano dinamiche in perfetto stile la volpe e l’uva: “Tanto non sembrava niente di che”, “Anfatti. L’attacco action pareva debolissimo”, “C’era pure un attore con le orecchie a sventola: teniamo presente che non è mai buon segno”… Insomma, fiera della rosicata e poi ciascuno a casa sua. Dopata di RedBull, la vostra attempata cronista veglia comunque fino alle tre di notte.

Martedì primo giugno il programma si ripete con qualche significativa differenza: siamo più stanchi, più affamati ed è un prefestivo. Ovviamente facciamo tardi, non riusciamo a parcheggiare al Pigneto e ci perdiamo Christopharo. La sala per Survivor of the Dead è piena e ci sono liste d’attesa degne della Birkin.
Resta La Horde, di nuovo, in francese, senza sottotitoli. Sottotitoli che, come apprendiamo appena arrivati, sono effettivamente quelli di Venezia: peccato che sia diverso il film, mutilato di diversi minuti.
Ci avventuriamo verso la sala deserta, tirandocela da poliglotti. Il titolo però lo pronunciamo ‘aa orde.

Trama (forse): il leader di una squadra di polizia viene ammazzato male da una gang di criminali. I suoi colleghi decidono di vendicarlo. Progettano un’incursione nel nascondiglio della gang, rintanata all’ultimo piano di un palazzone alla periferia di Parigi, al puro scopo di sterminarne tutti i componenti. Il piano fallisce miseramente e i poliziotti vengono presi in ostaggio dai criminali. Questa prima fase chiarisce che tutti i personaggi sono duri, maneschi, pericolosi, violenti e moralmente ambigui; quando anche i bambini hanno assimilato questo presupposto, muore il cane e comincia la zombata.
I morti viventi invadono il mondo. Sono tanti, sono veloci, sono dentuti, sono fortissimi, esaltati e rumorosi. Per riuscire a uscire dal palazzo, che rischia di trasformarsi in una tomba di quindici piani, i poliziotti e i criminali instaurano una precaria alleanza.
Riusciranno i nostri antieroi, con l’aiuto di un anziano panzone sanguinario (il più francese di tutti), a scappare dal palazzo maledetto?

Classicamente basato sulla logica dell’assedio e sulle relazioni interne al fronte umano, La Horde mette in gioco personaggi fortemente tipizzati, al limite legale della maschera, e lascia che la natura faccia il suo corso. Le dinamiche di gruppo che ne sortiscono – quelle fra poliziotti, quelle fra criminali, quelle tra le due squadre – sono quanto di più prevedibile si possa immaginare.

Abbiamo:

- La femme fatale come fattore disgregante. A impersonarla, invece della solita bonazza con la pistola, c’è Claude Perron, un’attrice dalla faccia tragica sorprendentemente convincente quando si tratta di passare alle mazzate;
- I due fratelli – maggiore dominante e carismatico, minore mai cresciuto e impulsivo – legati dal tipico rapporto il rapporto padre-figlio;
- Il matto tamarro e interpretato da Joe Prestia, il remake europeo di Harvey Keitel che trova l’occasione per mettere a profitto le sue doti atletiche;
- Il piagnone inadeguato, sopraffatto dalla personalità della ragazza con la pistola;
- Quello eroico che è stato morso e si sacrifica (scena di massa larghissima, ultraviolenta e spettacolare);
- Il vecchio veterano pazzoide (Yves Pignot), palesemente indicato nella scenaggiatura originale come “Il Comprimario Bizzarro Che Gli Horror Fan Adoreranno”. Costui è responsabile sia di momenti comici azzeccatissimi (la scena della gamba) che del canonico frangente di pessimismo romeriano sullo smarrimento della pietas e sul contagio della crudeltà.

Molti dialoghi, specialmente quando c’era di mezzo il vecchietto sanguinario, mi sono semplicemente sfuggiti, ma quelli che ho colto sembrano confermare l’adesione della sceneggiatura al modello americano dell’horror d’azione, con tanto di battute ricorsive che passano da un personaggio all’altro per sottolineare il ribaltamento dei rapporti di forza o per agganciarsi ai (telefonati) twist a venire.

È chiaro che abbiamo per le mani un film dall’ossatura rassicurante, prevedibile, perfettamente rispondente all’impianto tipico della zombata mainstream e dichiaratamente privo di intenti moralistici, malgrado le allusioni – ormai di prammatica – alle periferie parigine.

La Horde è, né più né meno, la Storia di Zombi Senza Messaggio Ma Non Comica che tanto ho aspettato e trova la sua forza nell’associazione tra lo scenario da zombie outbreak, quello con le più alte potenzialità a livello di splatter, e l’ormai proverbiale cruenza dell’horror francese.
Il matrimonio si traduce in un carnaio di proporzioni jacksoniane: sangue su tutte le pareti, calibri grossi, armi a ripetizione, smembramenti, schegge di ossa, filamenti, budella, grugniti, parolacce, ascia, machete e – udite udite – una granata.

I mostri sono particolarmente impressionanti e offrono conferma a quella che ho testé pomposamente battezzato “Legge della Zombata di AgonyAunt”: l’impegno profuso dai ragazzi del make up per rendere ripugnanti i denti degli zombi è direttamente proporzionale allo spargimento di sangue. L’arrivo del primo zombi, che sembra citare Resident Evil, è esemplare in questo senso. Della sua faccia morta vediamo/capiamo solo la bocca: l’essenza del mostro è ridotta alla fame, la fame è ridotta alla rabbia. Anche la scena del manzo con le basette contro l’orda e quella in cui il leader dei criminali fracassa la faccia di un morto vivente contro un pilastro (esilarante ammiccamento a Noé: non fatemi dire di più), sono senza prezzo. E no, non è per il gore.

La Horde non aspira a guadagnarsi l’abusata qualifica di “insostenibile”, anche se resta probabile che il suddetto aggettivo faccia la sua comparsa in qualche recensione o sul retro del DVD; semplicemente cerca di sfruttare fino in fondo le possibilità estetiche dello splatter, assegnando ai passi più sanguinari una coreografia impeccabile e un efficace ritmo action. Quel che ne risulta è un film che adempie ai suoi propositi (per come la vedo io, uno più nobile dell’altro): intrattenere e celebrare la bellezza.

Tardo prodotto del rinascimento francese e sua matura propaggine commerciale, La Horde ribadisce una volta di più  l’eccellente stato di salute dell’industria d’Oltralpe. Non posso raccomandarlo a chi ha bisogno di innovazione per apprezzare un film. Per tutti gli altri, consigliatissimo.

Insieme al film di Christopharo La Horde è stato uno dei pochi titoli presentati in anteprima dal Fantafestival che non fosse in via d’uscita nel circuito normale (The Road, Saw VI, La regina dei castelli di carta) o già da tempo disponibile in DVD (Survivor of the Dead, che ha comunque fatto il pienone). Malgrado questo, il programma del festival mi è sembrato di gran lunga il migliore degli ultimi anni. Avrei preferito un calendario più ridotto e più denso di anteprime, ma questa edizione non ha confermato il picco di disaffezione toccato l’anno scorso con il silenzioso Palazzo delle Esposizioni. L’Aquila, l’unico cinema ad aver proiettato il penultimo Romero, è una sede decisamente più accogliente.
Sull’atmosfera della manifestazione non saprei che dire, dato che l’ho frequentata così poco. Mi è sembrata un po’ troppo tranquilla, anche se non clamorosamente infelice come quella del 2009.

This entry was posted in Fondazione Henenlotter, Maschioni, Revenge, Sangue e mmerda, zombi zombi zombi and tagged , , , , , , . Bookmark the permalink. Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

29 Comments

  1. Posted June 3, 2010 at 12:43 PM | Permalink

    Bella, veramente bella recensione. Poi non so se il film lo vedrò oppure no. Quello che so è che la lettura dell’articolo è stata coinvolgente.

    ;)

  2. Posted June 3, 2010 at 6:54 PM | Permalink

    No, come non sai? Non fartelo mancare: è divertente!
    Davvero: sono di un bizzarro buon umore da due giorni dopo quel film (il mix La Horde + RedBull è il Latte+ della terza età)

  3. Posted June 3, 2010 at 9:37 PM | Permalink

    Mi hai convinto. Lo guarderò. Ma solo, e ripeto, solo se mi rimandi la torta… :)
    Scherzi a parte, sono un appassionato di questo tipo di film da assedio, se poi ci sono zombie veloci e voraci, anche meglio. E l’originalità non è mai stata condicio sine qua non.
    Comunque al Red Bull preferisco il buon vecchio latte+. Mi sa che sono decrepito… :)

  4. Posted June 4, 2010 at 8:24 AM | Permalink

    Ottimo, mi ispira. A proposito di film francesi e zombi, hai mai visto Mutants? Non è un granché, ma butta giù qualche spunto interessante che non sarebbe male approfondire.

  5. Posted June 4, 2010 at 1:01 PM | Permalink

    vederlo, vederlo, vederlo… lo avevo già in lista, ma mi sa che scavalca qualche altro titolo…sia per la rece ziesca che per il fatto che adoro il francese…mon dieu…

  6. AgonyAunt
    Posted June 4, 2010 at 9:54 PM | Permalink

    @El Graeco
    Sono veloci e sono, probabilmente, i più voraci che ho mai visto. Sono contenta che ti sia piaciuta la torta :)

    @Deep
    Mutants lo vedrò sicuramente, ma per ora non ci sono ancora riuscita… mi sembra che l’ultima volta che ho guardato il DVD fosse preordinabile, in vista di arrivo o semplicemente troppo chiaro. Ho sentito dei pareri poco entusiastici, oltre al tuo, che suonavano precisamente come il tuo “non è granché, però…” e mi sono fatta attirare da altre zombate.

    @Demon
    Scavalca scavalca: questo è assolutamente pane per i tuoi denti! E poi tu che il francese lo sai sul serio puoi dirci se la trama è veramente quella che ho scritto.

  7. Posted June 5, 2010 at 2:34 PM | Permalink

    ahhhhhhhh, al fantafestival c’era roger corman……
    e il programma è (era) molto molto interessante.
    com’è che non hai piantato una tenda fuori all’ingresso del cinema?
    stasera e domani, poi, ci sono dei film che varrebbe la pena vedere – per una volta – al cinema.
    invidia!
    PS: alcuni passaggi del tuo racconto mi hanno fatto ammazzare dal ridere

  8. Marienbad
    Posted June 5, 2010 at 9:51 PM | Permalink

    L’avevo sentito e mi aveva incuriosit”o”, mò tocca vederlo.
    Ottimo invito alla visione comunque in questo banchetto con troppe portate o porcate, chiamarla recensione è riduttivo assai.

    E già che sono in vena di compliment:, gran bello pure il template, il male sotto il sole del giorno, molto postmoderno.

    Baci Zia

  9. Marienbad
    Posted June 7, 2010 at 2:01 PM | Permalink

    ?

  10. Posted June 7, 2010 at 3:21 PM | Permalink

    La mitica Amy, il terrore di WordPress.

  11. Marienbad
    Posted June 7, 2010 at 6:44 PM | Permalink

    Che si fotta

  12. Posted June 7, 2010 at 8:27 PM | Permalink

    Eh, la Marienbad! Bentornatissima!
    Tu non puoi saperlo perché non ci sei ma ci manchi un casino quando non ci sei.

    Su Amy, angoscia e desolazione.
    Ho il plugin contro lo spam, ma se non basta non so che fare… Mi avevano avvertito che WP è bersagliatissimo. Peter mi diceva che dovrei moderare i commenti, ma l’idea mi fa schifo e non passo qui proprio tutti i giorni… se moderassi i commenti sarebbe orrendo: magari resterebbero a pendere per una settimana.
    Deep, tu come fai?

  13. Posted June 8, 2010 at 6:49 AM | Permalink

    E se impalassimo la simpatica Amy?

  14. Posted June 9, 2010 at 5:00 AM | Permalink

    Akismet è l’unica soluzione. Antispam eccezionale, ma le primissime volte va educato. Diciamo che impara dai suoi errori. Se l’hai installato correttamente (con tanto di API key),dagli fiducia e vedrai che ti darà tante soddisfazioni.

  15. Posted June 9, 2010 at 7:09 PM | Permalink

    Ok Deep, ti seguo e ripongo le mie speranze in Akismet. Ora vado a dare un’occhiata per capire se l’ho installato bene. A buon rendere!

  16. Posted June 11, 2010 at 2:25 PM | Permalink

    Intanto ho appena finito di vedere il film. Non sono uscito di corsa a far scoppiare petardi in giardino, ma comunque l’ho apprezzato. Si dai, decisamente godibile. Tra l’altro non c’era un solo personaggio che non facesse ridere. E in effetti, come accennavi, i personaggi erano più da action pompatissimo che da horror, ma non è stata una cattiva scelta. Se non altro ho potuto gustarmi la morte del poliziotto sul tetto della macchina, che mi ha fatto godere molto.

  17. Lucia
    Posted June 12, 2010 at 9:04 AM | Permalink

    Visto visto! Alla fine ci sono riuscita. Davvero un divertimento baracconesco. Dopo avevo voglia di imbracciare un uzi.
    Epperò ho avuto anche una botta d’angoscia mortale nella scena con la zombetta torturata…

  18. Posted June 15, 2010 at 8:08 PM | Permalink

    Ciao Lucia!

    Sì è veramente uno spasso trivialissimo questo film!
    La scena della zombetta era effettivamente disturbante, ma dopo il trauma di Deadgirl temo mi sia cresciuto un vello abbastanza spesso sullo stomaco e non l’ho sofferta come avrei fatto prima.

    Io invece non sono ancora riuscita a vedere The Hole, sai? C’è stata un po’ una somma di fattori che fino a questo momento mi ha messo i bastoni tra le ruote (quando c’era la gente giusta era sbagliato il cinema e quando era giusto il cinema non era adatta la serata… insomma, il disastro). Ma tanto non mi scappa…

  19. Posted June 16, 2010 at 8:05 PM | Permalink

    Intanto, penso che tu già lo sappia, ma è ripresa la pubblicazione in italiano di True Blood, terza stagione.

  20. Lucia
    Posted June 17, 2010 at 8:24 AM | Permalink

    Mio dio Deadgirl. Quanto dolore…peccato che il film sia riuscito solo a metà perchè la rappresentazione del cadavere seviziato poteva portare a un discorso interessante sulle dinamiche del potere, che invece è solo accennato.
    Resta il fatto che il film fa male assai.
    La terza stagione di True Blood comincia alla grande! puntatone…

  21. Posted June 17, 2010 at 4:32 PM | Permalink

    A parte il sogno gay, che m’è parso buttato lì a cazzo e che spero non abbia ulteriori sviluppi.

  22. Posted June 18, 2010 at 4:40 PM | Permalink

    Visto.
    Confermo la trama e sottolineo anche come pochissimi dialoghi siano strutturali alla vicenda. Forse l’unica cosa importante dei dialoghi è che la tipa è incinta del polizziotto morto all’inizio e che in qualche modo fosse responsabile della sua morte in quanto elemento di disturbo nella concentrazione necessaria per compiere azioni pericolose.
    Io ho trovato La Horde…eccezionale. Davvero grandioso in tutto e devo dire che non l’ho trovato solo un Action divertente, ma qualcosa di più… le personalità dei protagonisti sono molto più profonde di quanto possano apparire, si muovono tra frustrazione e ancoscia, tra manie di persecuzione e rabbia repressa.
    Tutto si materializza all’insegna dell’abbandono del “buon senso” e nella consapevolezza di condurre una battaglia persa in partenza. Una delle cose più nichiliste degli ultimi tempi, sui livelli di Day of the dead. La cosa che mi ha maggiormente colpito e che in un certo senso si discosta dall’andazzo che sta infarcendo sempre più il mondo degli zombi di ironia e comicità. Io ho trovato La horde “secco”, asciutto…ma potrei sbagliarmi. Eccezionale l’assoluta mancanza di spiegazione per l’improvvisa invasione zombesca…considerata alla stregua di uno scroscio di pioggia… Bello.

  23. Posted June 18, 2010 at 4:56 PM | Permalink

    ommioddio…ma come ho scritto…vado ad impiccarmi e torno.

  24. Posted June 26, 2010 at 6:31 PM | Permalink

    Quanto dici sull’assenza di ironia è vero, però a me l’horror ironico sembra una tendenza sul viale del tramonto da qualche anno a questa parte, o per lo meno circoscritta a quegli spazi e sottogeneri che sono fatti apposta per accoglierla (per esempio nel nostro caso la zombedy). Il film è nichilista, sicuramente, però trattandosi di un tardo prodotto dell’horror francese non l’ho trovato un dato difforme dalla tradizione da cui La Horde discende e in cui, per un soffio, riesce ad iscriversi.
    Comunque bisogna fare come dice Deep e vedere Mutants. Non ci sono altre zombate francesi… o sì?

    Io non ho ancora visto l’inizio di True Blood e quando voi ne parlate soffro :(

  25. Posted June 28, 2010 at 5:08 PM | Permalink

    Comunque dovete troppo vedere questo. Uomini topo-zombi.

  26. Posted July 4, 2010 at 3:20 PM | Permalink

    No, mi ero persa questa segnalazione! Ma che roba è? perché non ne so niente? Film del destino: io ADORO i sorci.

  27. julyblood
    Posted November 25, 2010 at 8:09 PM | Permalink

    andate a quel paese tutti ke hanno scritto i commenti su questa pagina vaffanculoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo stronzi di merda ke nn siete alto cazzzzzo

  28. julyblood
    Posted November 25, 2010 at 8:10 PM | Permalink

    fate skifooooooooooooooooooooooooooooooooo

  29. Posted November 25, 2010 at 9:33 PM | Permalink

    Quanti commenti “Julyblood”, ne lascio un paio perché mi ispiri simpatia.

One Trackback

  1. By Mutants on October 26, 2010 at 10:05 PM

    [...] il crasso bagno di sangue di La Horde, recupero con un po’ di ritardo questa ulteriore zombata con la erre moscia. Rispetto a La [...]

Post a Comment

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

*
*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>